Era una sua impressione, o l’oroscopo stava diventando accurato al limite dell’inquietante?
Theo chiuse l’e-mail che gli aveva inviato sua madre e lanciò il telefono sul piumone grigio a coste che aveva tirato su per coprirsi il bacino nudo.
Si appoggiò contro la testiera fresca e osservò la stanza in cui era cresciuto Jamie Cooper: il tappeto con cui i suoi palmi e le sue ginocchia non vedevano l’ora di fare conoscenza, l’armadio su cui fantasticava di inchiodare Jamie prima di inginocchiarsi di fronte a lui, i poster incorniciati con le battute un po’ spocchiose su LA VIRGOLA e L’APOSTROFO che voleva tanto far sbatacchiare contro il muro…
Intrufolò una mano sotto la coperta e si premette il palmo sull’erezione. Tre giorni senza fare sesso con Jamie e stava già impazzendo.
Che diavolo gli era venuto in mente di scommettere che un Leone potesse resistere più a lungo di un Ariete?
L’oggetto dei suoi desideri entrò nella stanza con il telo della doccia allacciato in basso sui fianchi. Non si era preoccupato di asciugarsi, così l’acqua gli gocciolava dai capelli biondo sabbia per poi scivolare lungo il petto ampio.
Jamie si stiracchiò, flettendo appena i muscoli dell’addome. Abbassò le dita per giocherellare con la striscia di peli che scendeva verso l’inguine, e poi le infilò sotto l’asciugamano. A Theo si mozzò il fiato.
La voce di Jamie era roca e controllata. «Sei sicuro di potermi battere, Theo?»

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