«Che abbiamo detto riguardo allo spaccarmi la schiena?»
«Che il sesso ne sarebbe valsa la pena.» Wesley ammiccò alla webcam del portatile. Su un lato dello schermo, la finestra della telecamera mostrò Lloyd che inarcava un sopracciglio. Riuscì a trattenere una risata, ma non il luccichio divertito delle iridi nocciola.
Il suo fidanzato era seduto alla scrivania di un albergo, un gomito puntellato su una pila di libri di testo. I capelli, in genere rasati, gli erano ricresciuti di qualche centimetro. La camicia era aperta in modo seducente sopra a una canottiera aderente.
Era via da due settimane, e stare separati era straziante. Si sentivano su Skype ogni sera alla fine della giornata di studi di Lloyd al seminario. La distanza era come un prurito sottopelle per Wesley, che si agitò un po’ sulla sedia di Lloyd, dove era seduto, con addosso soltanto i boxer e il braccialetto di pelle che lui gli aveva regalato.
Non sarebbe stato divertente senza stuzzicarsi un po’ a vicenda, seppur da uno stato all’altro.